Franca Rame ci ha lasciati all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno. La notizia è piombata in Aula, mentre si consumava l’ennesimo dramma del PD: ancora bugie raccontate agli italiani. Stavolta è il turno della volontà di abolire il Porcellum.

La scena surreale che già stavamo vivendo all’interno di una stanza (seppur grande), costretti dagli Italiani, a condividerla con persone prossime all’incubo più che alla realtà, si trasforma in dramma.

La Signora di ferro (come mi piace definirla), ispiratrice di tanti giovani grazie alle Sue battaglie, non c’era più.

Porterà per sempre con se in Paradiso  la tenacia, la forza, l’intelligenza, la volontà e l’amore che ha saputo insegnare in tanti anni di attivismo culturale e politico.

La frase che ancora echeggia sul suo Blog, riafferma ad ogni click quanto di importante ha voluto trasmettere:

“Iniziamo da qui: riduciamo gli sprechi dello Stato Italiano, facciamo funzionare la burocrazia e puniamo veramente tutti i reati finanziari, le truffe la corruzione, l’evasione fiscale e il falso in bilancio”.

Queste parole assumono una incredibile forza, scritte da una Donna che, vorrei ricordarlo, ha abbracciato l’utopia sessantottina portando spettacoli di satira e controinformazione in luoghi non deputati a ciò (come fabbriche, case del popolo e scuole occupate); una Donna che, da Senatrice, dopo tante battaglie, ha saputo dire NO alle lobbies dei Partiti, lasciando l’incarico dopo 2 anni di mandato, con una frase emblematica di cui il nostro Movimento ne fa ancora oggi uno dei punti principali della lotta alla Partitocrazia: “le istituzioni mi sono sembrate impermeabili e refrattarie a ogni sguardo, proposta e sollecitazione esterna, cioè non proveniente da chi è espressione organica di un partito o di un gruppo di interesse organizzato”.

Il livello culturale di una persona dovrebbe essere al di sopra di qualsiasi strumentazione politica e pertanto tutelato. Ciò non accade, purtroppo, quando chi sceglie di combattere è vivo e ciò non accade quando muore. Quello che ho visto ed ho letto nelle ultime ventiquattro ore mi fa rabbrividire, non nei contenuti, ma nell’espressione, di stupidità e cattiveria, che determina la morte dell’intelligenza.

Come si può affermare che “…usava la propria bellezza fisica per imporre attenzione, finché il 9 marzo 1973 fu sequestrata e stuprata…” (TG2). Usare questi mezzi così meschini per gettare fango su chi, tra l’altro, non avrebbe l’opportunità di replicare, è pietoso.

Manca il rispetto verso l’essere umano, manca la civiltà di saper comunicare, manca la responsabilità del ruolo che si ricopre. Masi, direttore della testata, andrebbe rimosso dall’incarico perché, a mio avviso, non ha la coscienza del ruolo. Dal piccolo schermo le sue informazioni arrivano a milioni di cittadini. Il messaggio, nel suo TG, sul gesto vergognoso subito da Franca, ancor più grave se si considera la matrice politica dei mandanti, è  infangante ed ignobile.

L’elogio a questa Donna va anche per la grande forza d’animo che le ha permesso di andare avanti, grazie anche ad un grande uomo al Suo fianco come Dario Fo, nonostante la tragedia subita. Il No, alla violenza sulle Donne, è stato uno dei principali argomenti di lotta nelle istituzioni e fuori da esse. Per questo vorrei ricordarLa con questo video che riprende una Sua interpretazione teatrale del 1983. Si tratta del monologo “Lo stupro”.

Silvia

30 Maggio 2013 – intervento alla Camera di Roberto Fico sulle distorsioni televisive

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