La furbata c’è stata ed è arrivata intorno alle 22:00 di venerdì 31 maggio. Prima si è deciso di non discutere i due punti all’ordine del giorno relativi alle municipalizzate, altrimenti si sarebbe andati oltre la mezzanotte, e poi si è calato l’asso che permette al viceministro sindaco di continuare ad ignorare la legge ed a mantenere il doppio incarico. Durante il consiglio comunale, Vincenzo De Luca non si è degnato di partecipare alla seduta, se non una breve apparizione quando sul caso Vestuti la situazione stava sfuggendo al controllo con la possibilità di rinviare la decisione al prossimo consiglio.

Il sindaco/viceministro ha trascorso tutta la seduta nel retrobottega a cercare con i suoi azzeccagarbugli un cavillo legale per rinviare ancora le sue obbligate dimissioni da primo cittadino. Trovato l’escamotage la sua maggioranza, coprendosi di ridicolo, ha votato di prendere tempo per studiare ulteriormente la questione. Non c’è nulla da studiare, la legge parla chiaro: l’incarico di viceministro è incompatibile, ma a Salerno la legge è De Luca. Questo è evidente.

Il consiglio comunale si è coperto di ridicolo anche sulla nostra richiesta di consentire la diretta streaming dei lavori dell’assise, a spese nostre, in modo tale da permettere a chiunque, anche chi ha impedimenti fisici ed economici, di prendere visione dei lavori dell’assemblea pubblica. I consiglieri hanno bocciato la nostra proposta ed approvato un regolamento comunale medioevale in cui si consente la ripresa video di soli tre minuti. I consiglieri hanno confuso il Consiglio comunale per la Champions League: come se avessero l’esclusiva delle immagini da gestire e regolamentare in maniera autonoma.

Non si contano più i comuni che in Italia fanno la diretta streaming, ma a Salerno questo non è possibile perché la mentalità della maggioranza dei consiglieri è ferma all’età della pietra.
Sorprende inoltre come i giornalisti delle televisioni non alzino la voce contro una regolamentazione che limita il loro sacrosanto diritto di cronaca. E’ bene ricordare che sovente le immagini fanno notizia a sé e spesso hanno una forza talmente dirompente che non necessitano di altro.

Il M5S denuncerà al prefetto e impugnerà la delibera di consiglio che vuole mettere il “burqua” alle telecamere e all’informazione.

Infine è stato approvato un conto consuntivo che non sta in piedi se non per l’ammontare esorbitante dei residui attivi. A questo va aggiunto che il Comune dovrà restituire al Ministero delle Finanze ben 16 milioni di euro, così come chiesto dalla Corte dei Conti, per indennità illegittimamente versate al personale, conseguenza dell’allegra gestione quindicennale del salario accessorio percepito dai dipendenti comunali.
Il sindaco, sull’argomento, ha preferito scaricare tutta la colpa sui sindacati ed i lavoratori. Dimenticando forse che lui è primo cittadino della nostra città da quasi vent’anni. E’ stato anche De Luca, nonostante giochi allo scaricabarile, a consentire che si percepisse un’indennità di disagio addirittura per portare in giro per la città il Gonfalone comunale.

Questi sono sprechi che si commentano da soli e dimostrano come il tanto pubblicizzato modello Salerno di buona amministrazione viva solo nella propaganda mediatica di Vincenzo De Luca.

I cittadini eletti in parlamento

Andrea Cioffi
Silvia Giordano
Mimmo Pisano
Angelo Tofalo

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